Matteo Grandi

Cuoco

Matteo Grandi, classe 1990, affascinato dal cibo sin dalla tenera età, ha imparato i segreti della cucina regionale dalla nonna paterna. Dopo il diploma decide di aprirsi al mondo, iniziando la sua avventura a Shanghai come sous-chef del ristorante italiano Da Marco. Decisivo l’incontro con il francese Jean-Claude Fugier, collaboratore di Paul Bocuse e per dodici anni con Alain Ducasse. Per sei anni al suo seguito in diversi ristoranti della catena Park Hyatt, prima in Cina, a Shanghai, poi in Kuwait e infine in India, Matteo forma carattere e personalità, oltre ad affinare una tecnica di altissimo livello qualitativo e prestazionale. Nel 2012 è tornato in Italia per realizzare la sua idea di cucina, fortemente italiana ed equilibrata ma anche eclettica, sintesi di un percorso variegato e trasversale, dapprima fondando il Ristorante Degusto a San Bonifacio, poi, nel 2020, trasferendosi a Vicenza, in Piazza dei Signori, sotto le insegne di “Matteo Grandi in Basilica”, punto di approdo della piena maturità.

Come affermato di recente dai redattori della Guida Michelin, la sua è una cucina di «idee, parole e piatti: tutto ha una collocazione ben precisa nel mondo gastronomico del giovane cuoco, che snocciola le sue convinzioni con navigata sicurezza.
La cucina deve essere sana, non solo buona – sostiene placido ma determinato. Pochi grassi quindi e spazio ai sapori, in genere pochi e ben distinti nei piatti, senza eccessi e sbavature. Tanti assaggi ci hanno svelato una tecnica precisa, talvolta sofisticata, non però impiegata per essere originali ad ogni costo o stupire con vuoti artifici, ma per rendere il piatto più buono e gustoso. Un’ovvietà – penserete – ma sapete quanto il desiderio di personalizzare i piatti, di farli uscire firmati dalla cucina, pronti per essere fotografati più che consumati, a volte faccia dimenticare che si va al ristorante innanzitutto per mangiare!»